mercoledì, marzo 21

Rilessioni in libertà: Cosa pensa Franco Cervo del lavoro di Public Image.

Vi giriamo il resoconto delle osservazioni circa le campagne di Public Image di Franco Cervo, dell'agenzia Contrappunto di Piacenza.

Abbiamo chiesto ad uno dei principali protagonisti della storia e dell'attualità (Ex Account di RSCG, Ex Direttore Clienti della Eurocom Advertising e Red Cell) dell'advertising italiano di esprimere liberamente le sue riflessioni.

Eccone il risultato:.

Valutare “il lavoro degli altri” è, obiettivamente, cosa non facile.

Chi lavora in comunicazione sa che il risultato finale del processo di creazione è, nella maggior parte dei casi, frutto di una serie continua di compromessi.
- briefing/debriefing
- il rapporto account/reparto creativo
- il rapporto cliente/agenzia
- il media scelto (o che si è costretti a scegliere)
- il rapporto tra l’idea e il budget disponibile

L’Agenzia di Pubblicità è già di per sé un’organizzazione complessa ed è costretta a vivere in una situazione ancora più complessa.

Davanti all’osservatore (consumatore o non) ecco il nostro layout… e pochi secondi perché il messaggio vada o non vada a segno.

Non conoscendo l’intero contesto e non potendo prendere visione degli altri pezzi che compongono le singole campagne, dobbiamo fermarci alla “prima impressione”.
Public Image fornisce una dettagliata scheda di analisi per ogni suo annuncio.
E questo ci facilita enormemente nel definire il suo stile di lavoro.

Dall’analisi delle campagne, a nostro avviso, emerge la natura di una struttura forte.
- da ogni annuncio traspare l’idea di una Agenzia che cerca buona creatività e la pratica.
- si intuisce (perché si vede) che alle spalle di ogni azione c’è pensiero.
- nella esecuzione sembra prevalere la parte copy, con uno sforzo notevole di traduzione del brifieng.
- l’idea visiva (a volte davvero creativa) appare sempre ben collegata, mai fine a sé stessa.
- a voler essere cattivi (o supercoscienziosi) nell’analisi dei layout, si potrebbe dire che ci sono piccole “sporcature” d’impaginazione grafica che si potrebbe provare a migliorare.

… ma, nel complesso, davvero un buon lavoro.

Questa ci pare la conferma che non esiste divisione tra “centro e margini” dell’Impero, tra metropoli milanese e resto d’Italia, quando si hanno le idee chiare su come vada fatto questo mestiere.
E ci sembra proprio che Public Image le abbia.
Se si rispettano le regole (perché in pubblicità esistono eccome) il risultato è comunque un buon lavoro, al di là della sede.

Il visual per il “cordame” e l’annuncio “skaramantici” sono le cose che ci hanno colpito di più.
La prima è deliziosa: fine e intelligente (non vediamo l’ora di vedere gli altri soggetti, ma li immaginiamo).
La seconda ci ha colpiti per il coraggio (dell’agenzia e soprattutto del cliente).
Sono due campagne che meriterebbero, per aspetti diversi, di essere pubblicate.

Ci sono anche le perplessità, però.
Certo, bisogna esprimerle. Con tatto e ragionamento, ma bisogna farlo.
Per noi (altrimenti si rischia la poca serietà), per voi (per cogliere il consiglio).

4x4: non comprendiamo se il layout proposto è destinato ad una affissione 6x3.
L’idea visiva è davvero intelligente.
Molto, molto azzeccata. Molto creativa.
Il mouse a trazione integrale non è da tutti, davvero.
Perfette le parole.
Ma… c’è difficoltà di lettura. Difficile capire l’ordine delle priorità offerto all’osservatore.
Qual è l’headline? Qual è la subheadline? Qual è il pay off? Qual è il marchio?
Ci sono due idee forti (integrale e gioco) che ci sembrano essere in conflitto.
Ripetiamo: senza conoscere il percorso che ha portato all’oggetto si corrono rischi immensi nell’andare oltre questa impressione.

Dolce Vita: anche qui purtroppo non comprendiamo la destinazione del layout.
(E’un annuncio? Oppure altro?)
Complimenti per “dolce vita”.
Anche qui non è da tutti.
E, con serietà (e un pizzico d’invidia) è una idea che si meritava almeno un cliente grande come Barilla.
Molto bello il pack. Nei colori e nello sviluppo.
Bella la linea di fuga creata nella foto dalle tre confezioni (la regola della diagonale è sempre elegante).
Bello il tanto bianco lasciato nello sfondo pagina.
Ma… se guardo l’impaginato non capisco subito che si tratta di un gelato e, soprattutto, mi perdo la novità vera: cioè la bufala.
Anche qui: senza conoscere l’intero percorso… e, soprattutto, senza vedere gli altri pezzi…

Sulle altre campagne il giudizio e l’impressione generale non cambia.
Retro-pensiero forte, volontà di essere sempre creativi, visual interessante.

Da vecchi uomini d’automobile, abbiamo molto apprezzato il “pit-stop” di Fasano Gomme.
Ottimo uso di Image Bank e buon copy per “le radici del futuro”. (Si fa buon lavoro anche con pochi soldi… anche se oggi in Image Bank sono impazziti con le royalties)
Bella visualizzazione per il “fuori dal coro” di Asja (anche se qui torna il tema delle piccole sporcature d’impaginazione).
Coraggioso il capovolgimento dell’immagine per il vetro (vorremmo vedere gli altri soggetti).
Ben risolto il lino sul web (c’è sempre il buon rapporto tra brief e visual).
Piacevole lo scatto zen per la “Compagnia del mobile”.
Più debole il “web in libertà”. Ma quel tipo d’impaginazione è così… quindi prendere e lasciare.

Il pensiero c’è, la creatività pure. Magari mancano le “occasioni”, ma questo è un altro discorso.

Il nostro consiglio è solo per un pizzico di ricercatezza in più nella impaginazione.

Stupidissimo trucco per i 6x3.
Dopo una furiosa rissa con Citroen (macchina troppo piccola sul poster appeso ai muri) giungemmo ad un accordo del tipo: prima approvazione su “cartellino gigante”, approvazione definitiva su prototipo a grandezza naturale. Cioè: proprio 6 metri per 3 metri!
Ai tempi questo procedimento costava una fortuna.
Oggi, grazie alla stampa digitale, si può fare con pochi soldi.
Se ci sono dei dubbi sul poster, o anche per una semplice occhiata a distanza in funzione preventiva, è un trucchetto che funziona (ci ha salvato la pelle più volte).

Piacenza, 15 marzo 2007

giovedì, febbraio 15

Al via la campagna del Caffè Karoma

Siete Scaramantici?
Allora non perdetevi questa campagna.

giovedì, gennaio 25

Segnali da Public Image

Riceviamo ogni giorno una montagna di mail dal form di segnalazione, soprattutto dopo il nostro annuncio di ricerca talenti creativi su diversi portali nazionali sono piovute segnalazioni in cui si chiedeva un colloquio, ma si finiva col commentare lo stile del nuovo sito....



A seguito del vostro invito ho dato uno sguardo alle vostre creazioni.

Promuovo a pieni voti l`analisi del brief; alle strategie di comunicazione conseguenti che sono sufficientemente coerenti con l`analisi, darei un 7+ su 10.

Non posso valutare le strategie media ma credo che siano all`altezza, se no tanto varrebbe cambiare mestiere.

Per la creatività non si va oltre una sufficienza stentata per quanto riguarda l`art, assolutamente insufficiente il copy dove 5 sta a significare una valutazione generosa.

Nel complesso ritengo che siate nella media nazionale con una importante marcia nel saper analizzare le esigenze del cliente, cosa non da tutti, e la voglia di confrontarsi per migliorarsi che nel nostro mestiere significa umiltà e capacità di guardare lontano.

Tra tutte le campagne proposte che peccano di artificiosità concettuale (per intenderci "puzzano" troppo di pubblicità) sia nel visual che nel copy, ho trovato interessanti quello delle gomme e del giocattolo.

Nel primo avrei invertito il "siamo noi" in "noi siamo" e avrei sottolineato nel visual la funzione di servizio del "maggiordomo" che "serviva" una gomma ad uno che poteva svegliarsi in un letto a forma di auto decappottabile.

(bella l'idea del maggiordomo...la riutilizzeremo nella campagna 2007!!)

Nel secondo, il bel sorriso del modello ritratto con la macchinina aveva un non so che di anglosassone ed inquietante: "La TUA azienda non è un gioco" sarebbe stato perfetto.
il modello è in realtà l'amministratore delegato della Software House !!

Intelligente e creativa l`idea di creare un filo diretto con il pubblico o gli addetti ai lavori.

Conosco da tempo la vostra agenzia, ho anche avuto il piacere di conoscere il Dott. De Nicola in un paio di occasioni, in una delle quali iniziammo a parlare di comunicazione e finimmo conversando di Goethe e del suo viaggio in Italia.

I vostri lavori, nella quasi totalità dei casi, riescono a colpirmi positivamente e ad aggiungere sempre qualcosa in un campo inflazionato dal già visto, com`è, appunto, quello della pubblicità.


La campagna che preferisco, tra i lavori da voi selezionati, è quella sulla Compagnia del Mobile del gruppo FEG: ha un forte appeal e comunica immediatamente l`idea di un "prodotto" elevato, raffinato.

Il messaggio appare ben strutturato nella sua duplice valenza iconografica e semantica, in quanto il visual, di notevole impatto, è "supportato" adeguatamente dalla headline che spiega e completa perfettamente il significato dell`immagine.

La campagna è senz`altro rivolta ad un target di professionisti del settore, ma non escludo che il suo forte potere evocativo possa in qualche modo "parlare" a tutti, veicolando un'associazione quasi automatica tra l`azienda pubblicizzata ed un particolare stile di vita.

BRAVI!!!!
Devo dire solo il gelato l`ho votato perchè l`ho assaggiato ed è buonissimo.. mi piace molto il nome La Dolce Vita.. avrei evitato la bufala cornuta come sfondo..

...il vostro planning strategico e la vostra decisione di chiedere parere sulle vostre campagne mi piace. Aggredisce il mercato rispettandolo.

Ciao!

Ho visionato e votato le vostre campagne pubblicitarie e, devo dire la verità, sono stata un po` severa.

Il punto, secondo me, sta nella linearità delle immagini, talvolta "sovraffollate" di particolari e ricche di colori che rischiano di confondere il lettore o di non catturare per nulla la sua attenzione, rischiando di confondersi col "rumore".

Spero di esservi stata di aiuto.
Con affetto e stima,
Campanellino

La campagna Compagnia del Mobile è uno di quei casi in cui, più che le caratteristiche funzionali e strutturali di un prodotto, o i servizi offerti da un'azienda, sono i valori, i tratti immateriali e l`immagine, o meglio il modo in cui si vuole che essa venga percepita dai destinatari, i protagonisti assoluti del messaggio.

ma chi è il copy che chiude ogni claim con un punto esclamativo?
(si riferisce ad un errore di battitura nell'inserimento delle campagne...è stato risolto.)
Proprio grazie alle Gatte di Via Plinio, che saluto.

Cià

mercoledì, gennaio 24

A breve partirà il progetto FOCUS GROUP

Public Image lancerà a breve il progetto "Focus Group".
Un vero e proprio "Blind Test", che nasce da una necessità stringente dei professionisti del marketing e della comunicazione:
Anticipare la percezione del prodotto da parte del target e monitorare l'efficacia del proprio know how.

A partire da tali premesse, Public Image lancia, per gli utenti del suo sito, un progetto innovativo ed avvincente.

Il concept, il visual e la strategia delle campagne pubblicitarie e dei servizi di comunicazione, verranno presentati in anteprima ad un gruppo di utenti registrati al portale, di estrazione sociale, orientamento culturale, istruzione, gusti e sensibilità differenti.

Questi gruppi saranno chiamati a esprimere le loro preferenze ed otterranno, in cambio, delle speciali promozioni da parte dei nostri clienti (o da parte dell'agenzia stessa).

L'obiettivo, come anticipato, è quello di valutare la capacità dell'agenzia di valorizzare e dare efficacia alle caratteristiche proprie del prodotto senza che il gruppo che effettua il test possa essere influenzato dalla notorietà della marca del cliente.

Entrare a far parte del Progetto è semplicissimo.
Scopritelo sul sito...www.publicimage.it

martedì, gennaio 23

A proposito della Torcoletti....

Ciao sono Anna ho 21 anni e da adesso faccio parte di questo fantastico gruppo! Mi sono diplomata in Scienze del Linguaggio e adesso frequento il terzo anno di Comunicazione Pubblicitaria della facoltà di Sociologia di Urbino.

Eccola...Anna Torcoletti, una grande!

Vi lascio il link dell'intervista tra Anna, me e giuseppe a proposito delle piccole agenzie di comunicazione di provincia.

Torcoletti - D'Amore - De Nicola

A presto bellissima!

commento di Angiola Codacci

Dicevamo di Angiola Codacci...
Angiola Codacci-Pisanelli, nata nel 1964, a “L’espresso” dal 1992, è caposervizio della sezione cultura e spettacoli (chiaro?).

Dopo una passeggiata sul sito Public Image, coinvolta da un mio intervento su Spot&Co (blog della Angiola, che vi invito a visitare)...una delle massime esperte di AdvCulture, mi scrive....

Ciao vittorio,
...ho finalmente avuto il tempo di fare una "passeggiata" nel vostro sito. il vostro mi sembra un lavoro davvero ben fatto, [...] spero che abbiate avuto contatti dopo le vostre incursioni barbariche sul blog...tenetemi aggiornata sulle vostre campagne.

grazie (!!!)
angiola codacci

Che stile, una vera signora.

venerdì, gennaio 19

Spam what?

Si saranno chiesti i visitatori e proprietari dei circa 50 blog che sono stati oggetto dell'imboscata di Public Image.
Abbiamo commentato articoli su blog legati alla comunicazione in maniera random ed assolutamente scorretta.
Ne abbiamo prodotti di diversa "taglia", alcuni più estesi, altri più confidenziali, altri "ipocriti" travestiti da auguri o complimenti per il blog.
Il risultato è stato molto divertente.
Il paradosso della autovalutazione e richiesta di giudizi sui nostri lavori da parte della blogosfera internet (attraverso uno strumento notoriamente e volgarmente definito "spam") ha svelato alcune reazioni latenti molto interessanti.

Eccovene un resoconto, li citerò (quasi) tutti, a margine del post.

Subito dopo il mio commento, ho visto comparire un altro commento che pubblicizzava un portale sulle dipendenze affettive e sulle problematiche legate al mal d'amore (forse in riferimento al mio cognome).

Alcune citazioni su di me come persona :

1. Vittorio D'Amore è un terribile spammatore. (brrrr!!)
2.. Vittorio D'Amore è uno dei tanti italiani che quando non sanno una cosa
pretendono di insegnarla. (ma cosa?)
3. Vittorio D'Amore elemosina il giudizio delle persone sui propri lavori.
4. Vittorio D'Amore soffre di "insicurezza cronica" nel proprio lavoro e nel
team con cui collabora.
5. Vittorio D'Amore non ha alcuna cognizione del concetto di "idea
innovativa".
6. Avrei voluto tanto che Vittorio D'Amore avesse lasciato un post sul mio
blog per il piacere di buttarlo fuori. (bellissimo!!)
7. Contento Vittorio D'Amore, contenti tutti.
8. Vittorio D'Amore ci è o ci fa?

Ecco alcune considerazioni (più serie) sul progetto che sono nate dalla mia imboscata proprio dopo un articolo che parlava di "deceptive Viral Marketing":

Le intenzioni del progetto contest sono state considerate buone dalla maggior parte dei bloggers, se si escludono quelli per cui, richiedere giudizi sui propri lavori è assolutamente immotivato e stupido.

(Quando il lavoro è di qualità e il team ci crede, i premi vengono da sè.)
(I soli a poter giudicare i lavori dell'agenzia devono essere i clienti, poi verrà il pubblico)

L'imboscata di Public Image ha irritato invece, per gli strumenti utilizzati, la stragrande maggioranza degli utenti.

Questi espedienti non funzionano.
Penso tutto il male possibile di questa iniziativa senza averla vista.
Contribuiamo al word of mouth negativo su Public Image.

Voglio citare, infine un commento su tutti:

Quello che risulta maggiormente triste (sic!) in questa iniziativa è che ancora una volta viene svilita la professionalità ed il lavoro delle agenzie meridionali (wanm!).
Fortuna che alcune di esse continuano a rimboccarsi le maniche ed a realizzare lavori di qualità - nonostante le difficoltà innegabili - senza piangersi addosso (alla faccia!), senza sotterfugi di sorta e senza iniziative tristi e a dir poco discutibili come quella del Dr. D'Amore.

Passo e chiudo....vi aggiorno presto!
Nel prossimo post una lista dei blog ed alcuni pareri "illustri"
Angiola Codacci (spot&co - L'Espresso)
Anna Torcoletti (Comunitàzione)

Cià

mercoledì, gennaio 17

Public Image contest.

Un’idea innovativa ed efficace per far conoscere alla platea internet i nostri progetti più recenti e lo stile Public Image:
Pensiamo che essere giudicati dai nostri utenti sia uno strumento utile per rendere il mercato più consapevole del valore e del talento delle piccole agenzie come la nostra.

Troverete, qui di seguito, alcune campagne pubblicitarie realizzate nel passato recente da Public Image.

Ogni campagna è accompagnata da una scheda di approfondimento che presenta la strategia, il concept, i mezzi pubblicitari usati per la pianificazione e gli obiettivi generali.

Grazie a delle semplicissime icone gestuali, si potrà votare ciascuna campagna pubblicitaria ed approfondirne la conoscenza.

Il voto, come ovvio, è segreto.
Buon divertimento.

Sul sito www.publicimage.it